lunedì 9 aprile 2012

Il sale della vita.

Una carissima amica, forse la più cara, ha risposto ad una rivista online che chiedeva alle lettrici  che cosa fosse il sale della vita per loro. Dato che l'ho trovata molto significativa (non ne avevo dubbi, conoscendo l'anima della mia amica), le ho chiesto se potevo pubblicarla e così ve la riporto:  



….entrare in un negozio bio, trovare dimostrazione didattica  su come si fa  il formaggio e tanti bambini incantati a guardare….   ritornare indietro di una ventina d’anni e ricordare quando  la mia nonna il  formaggio lo faceva in una casa di campagna vera, con gli animale veri e il  cibo bio vero, quando il bio non esisteva…   il nonno che riportava il latte caldo appena munto, lei che lo faceva bollire  sul camino e poi la cagliata e tutto il naturale provcedimento,  dalla  mozzarella, alla forma del  formaggio messa in uno  stampo di legno vecchio  chissà quanto,  alla ricotta finale che io aspettavo con trepidazione per  mangiare con la marmellata, sempre fatta dalla nonna con la frutta dei suoi  frutteti… tutto quell’impasto caldo e vivo  che la nonna mi faceva toccare,  maneggiare,  mangiare…   e poi portare la forma del formaggio in soffitta al buio, dove tanti altri  prodotti della loro terra erano riposti, ognuno con il suo odore inconfondibile  e oramai perduto,  dove l’odore forte del formaggio ti entrava nello stomaco,  riporre quel formaggio tra tra tanti altri ed aspettar e i ritmi giusti della  natura prima di mangiarlo sulla pasta fatta in casa, sempre dalla nonna…   non so quei bambini nel  negozio bio che idea si sono fatti su  come si fa il  formaggio, ma sicuro non gli rimarrà per tutta la vita quel profumo, quella  preparazione lenta, naturale e vera,  quella nostalgia di un tempo che, allora  non apprezzavo, ma che oggi  ritengo l’eredità più preziosa che i miei nonni   potevano lasciarmi… questa è una sensazione per cui vale la pena vivere…  

Moira

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