giovedì 31 maggio 2012

Kalyan is back!

Ebbene sì, lo ammetto vi ho un po' trascurato...ma la scimmia (o le 11 scimmie, come sostiene Yogi Bhajan) hanno preso possesso di me e non mi hanno lasciata quasi mai in pace!

Questo si è tradotto in un brusco calo di motivazione, interruzioni della Sadhana la mattina (posticipata alla sera)...confusione generale, tante idee e poche messe in pratica. Beh questa è una  mia caratteristica, non ci posso fare nulla. 

Essere flessibile mi ha sempre resa dispersiva. Ho sempre avuto tante belle idee, ma non le ho messe quasi mai in pratica. Mi sono sempre sentita come una persona che sa fare tutto,che impara velocemente, ma che non si è mai focalizzata su una dote in particolare. 

Anche e  sopratutto perché qua lo ammetto e qua (non!) lo nego: sono sempre stata convinta che avrei dovuto lavorare nel mondo della moda.

E' proprio grazie a questo blog, che mi sono resa conto di quanto sia facile per me scrivere e, soprattutto, di quanto mi piace! I 3.000 accessi che ho avuto ed il primo piccolissimo guadagno con il blog mi hanno fatto capire che ho qualcosa da dare. A me stessa in primis perché sento come se per la prima volta stessi riuscendo a focalizzare le mie energie in qualcosa che mi piace, che mi rilassa. 

In questa vita ci troviamo spesso a vivere a metà, a non dare ascolto al cuore. Nonostante riconosca a stento la sua voce, sento che mi sta parlando. Mi dice che il mio karma è essere Flavia, ed il mio Dharma è essere Kalyan. E posso essere entrambe, almeno per ora, senza togliere niente a nessuna delle due.



P.S. per i miei affezionatissimi lettori: seguitemi con Blogovin, trovate il bottone in alto a destra. Grazie!

lunedì 21 maggio 2012

Falsi miti e verità sullo yoga secondo W. J. Broad.

Sfogliando lo Yoga Journal di maggio mi sono imbattuta nell’ennesimo articolo sul libro “The science of yoga” di W. J. Broad di cui tanto si è parlato grazie ad una riuscitissima operazione di marketing.

Qualche mese fa infatti apparve sui quotidiani un articolo che parlava della “pericolosità” dello yoga. La notizia nasceva proprio dal fatto che il libro in questione contiene un intero capitolo sui possibili danni che la disciplina può causare al corpo se le posture non vengono fatte nel rispetto dei propri limiti. Secondo il parere di chi l’ha letto (non è ancora uscita la versione in italiano), pare che in realtà questa parte stoni molto con il resto del volume. Da qui l’idea che nasca proprio come politica pubblicitaria  non me lo toglie dalla testa nessuno.

Per tranquillizzarvi vi posso intanto comunicare che la pericolosità è legata generalmente ad un abuso del corpo senza lo stretto controllo di un valido insegnante. In particolare Broad sostiene poi che alcune posture sono sconsigliabili a causa della pressione che la spina dorsale, una volta allungata, può apportare al cervello. Ci si riferisce ad esempio con la posizione della candela, dell’aratro ed in generale con tutte le asana che allungano il tratto cervicale.

Nell’attesa che esca anche nella nostra lingua, vi riporto alcune verità e falsi miti che il libro svela:

FALSI MITI:
FATTI:
è una disciplina antica
nelle forme in cui viene praticato oggi, risale agli anni ‘20
ha radici spirituali
nasce come culto sessuale
fa miracoli
é fonte di cambiamenti che scambiamo per miracoli
alza il livello di ossigeno
nelle respirazioni più veloci diminuisce il livello di ossigeno nel cervello
velocizza il metabolismo
rallenta il metabolismo
fa perdere peso
rallentando il metabolismo, se non si cambiano abitudini alimentari, casomai fa prendere peso
(fonte: Yoga Journal)

Al di là delle polemiche pare che il libro sia molto interessante perché scritto da un occidentale con lo scopo di dare una chiave di lettura il più possibile scientifica ad un fenomeno in costante crescita.  


E con questo facciamoci tutti un esame di coscienza e domandiamoci se lo facciamo perché va di moda, o perché vogliamo lavorare per vivere in maniera più consapevole. La cosa buona è che si può cominciare per le ragioni più disparate ma ci si ritrova dopo pochi mesi a rendersi conto che si sta “sistemando”  qualcosa di molto più grosso di un banale problema di schiena o di ansia che sia.


lunedì 7 maggio 2012

Un passo avanti e tre indietro.

Una domanda che mi pongo spesso è come si possa crescere spiritualmente immersi in questa società. A volte mi pare di fare un passo avanti, poi in un attimo li faccio tre indietro. Con “passi” poi non intendo dire che sto diventando un Bodhisattva, ma semplicemente che sono stimolata a vedere il mondo sotto altri occhi dalle letture e dalla pratica yoga che faccio. (Almeno questo è il tentativo).

Poi però basta sfogliare un giornale, vedere una pubblicità che ci cattura, come pure frequentare persone normali che hanno scelto di non tentare di buttarsi un cammino spirituale  (almeno non in questo momento) che ci si ritrova in un attimo come se niente in noi si fosse mosso. Come prima, con una consapevolezza diversa. Sì ma il giorno dopo! Al massimo qualche sprazzo di lucidità durante l’aperitivo, subito soffocato da una sigaretta ed una sorsata di vino.

In un attimo ci si ritrova a scegliere cosa indossare per sembrare diversi, a constatare con odio il chilo o la ruga in più. Ci si ritrova in centro incollati come ebeti ad una vetrina a desiderare una borsa costosissima. (Nel mio caso da 1.200€: ci potrei sfamare un villaggio in Africa per un anno). Per non parlare della tentazione di ritoccarsi il viso e tentare una strenua resistenza accettandosi per quello che si è e dover sentir dire che "se le fanno tutti"...

E l’essere vegetariani dove lo mettiamo? Solo parlarne a casa o con i miei amici mi ha stressata al punto che fuori casa mangio carne (a casa perlomeno l’unica carne che circola è quella per la mia cagnolina). Ed anche qua non ho il coraggio di fare il passo in più che sento, di uscire dal coro. È davvero difficile farlo. 

Ecco, io allora mi domando come si possa uscirne. E soprattutto mi rendo conto che tutto questo io me lo merito. Me lo merito perché ho sempre e solo cercato il divertimento sfrenato, essere alla moda, essere una “trendy”. A che serve tutto ciò? Forse a capire sulla propria pelle che la vita non è questo. Forse era un percorso che io in un certo qual modo dovevo fare. Niente ci arriva per caso. 

Come è abbietta la mente, la motivazione cala e ti trovi a cercare appigli dove puoi. Nel mio caso il quarto modulo del Teacher Training cade proprio a fagiolo! E la speranza cui mi aggrappo è quella di tentare di accendere una scintilla di interesse nelle persone che frequento, per trovare una spalla o anche semplicemente uno sfogo nei confronti di tutto un mondo che mi sto scoprendo dentro ma che non posso condividere se non nel mio blog. E tutto questo è molto molto umano e davvero poco trascendentale.


mercoledì 2 maggio 2012

Tutti in cucina: oggi si prepara la crema...idratante!


Oggi vi volevo segnalare la possibilità di scaricare gratuitamente un’interessante libro di ricette naturali per prendersi cura del nostro del nostro corpo in maniera naturale ed economica (che in periodo di crisi non guasta mai!). Se anche voi siete stufe di spendere per prodotti che promettono miracoli (a cui non  avete mai creduto) e di pagare prezzi esorbitanti, state leggendo il post che fa per voi.

La particolarità del libro sta nel fatto che gli ingredienti sono davvero facilmente reperibili, anzi vi stupirete di averli già quasi tutti nella vostra cucina! 

In considerazione del fatto che il mio viso è parzialmente sfregiato da una dermatite, direi che per quanto mi riguarda è proprio il caso di provare la prima ricetta ed il  detergente viso hand made è proprio quello che fa per me!


Detergente al coriandolo, ginepro e zenzero.
Ingredienti per 250 grammi circa di detergente:

200 grammi di farina di grano saraceno
2 cucchiai di semi di coriandolo
2 cucchiai di bacche di ginepro
1 cucchiaio di zenzero in polvere.

Procedimento: polverizzate la farina e le spezie nel macinacaffè elettrico. Mescolate farina e spezie e setacciate il tutto con il setaccio finissimo.  Conservate in un barattolo chiuso. Si conserva per più di 6 mesi a temperatura ambiente.

Come utilizzarlo: versate un po’ di farina nel cavo della mano e strofinate la farina sulla pelle bagnata, viso compreso, formando una crema; se necessario aggiungete un po’ d’acqua. Massaggiate e sciacquate.

La ricetta promette una perfetta detersione, lasciando la pelle levigata e profumata. È tonificante e dermopurificante, e ha un profumo fresco. Un ultimo consiglio! Cercate di mantenere il tutto quanto più sterile possibile così da non favorire la presenza di batteri nel composto. Questo latte detergente può essere conservato come ogni comune (velenosissimo) detergente che abbiamo usato fino ad oggi. 

Il libro in questione è di Francesca Marotta “Cosmesi naturale pratica. Come fare in casa prodotti di bellezza con ingredienti facili, sani, efficaci e gustosi” ed è scaricabile al seguente link: http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=164 

Buona lettura a tutti! :)