lunedì 18 giugno 2012

L’esperienza del Venus Kriya.


Durante lo Yoga Shake di ieri, Bachan, insegnante del mio centro, ha guidato con forza e maestria un Venus Kriya. E’ la seconda volta che mi capita di farlo e trovo che sia un tipo di meditazione molto intenso. Non è la solita pratica in cui ci si siede nel mezzo loto con noi stessi, ma si lavora con tutti i presenti. Poi ci si siede a coppia con la prima persona che ci si trova davanti per una meditazione.

Occhi negli occhi con uno sconosciuto. Mani nelle mani.

Quello che si sperimenta è la dualità io-altro, la polarità uomo-donna. Apparentemente sembra facile, ma nella pratica sostenere lo sguardo dell’altro non è semplice. Ci vuole equilibrio e spesso l’ego si mette in mezzo. Alcune persone non riescono a reggere la pressione di uno sguardo. Altre vogliono condurre il gioco.

Trovare un equilibrio e sostenere l’altro è parte del gioco. L’esperienza, per chi ha il coraggio di mettersi davvero in discussione è fortissima. 

Abbiamo chiuso la classe schiena a schiena. L’insegnante ci ha chiesto di percepire e memorizzare il sostegno dell’altro. Il contatto in questa posizione diventa forte: il supporto diventa anche fisico.

Percepisco dal movimento il respiro di un altro essere. L’eco della sua voce durante il “Sat Nam” finale mi riempie il cuore. Sembra quasi uscire dai miei stessi polmoni, come se le casse toraciche si fossero fuse.  

Intorno a noi le voci degli altri riecheggiano nel bosco. Anche gli alberi respirano e cantano con  noi. Per qualche instante con estrema chiarezza mi sono sentita parte di qualcosa di immenso e meraviglioso.



P.s. grazie Bachan per la bellissima esperienza che mi hai regalato! 

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