giovedì 10 gennaio 2013

Qualcosa dovrà pur cambiare: libere riflessioni di Kalyan.

Mentre cercavo un libro da regalare (che non cito perché la persona a cui è destinato sarà probabilmente la prima che leggerà questo post), mi sono imbattuta in un libro. L'azzeccatissimo titolo è "Ufficio di scollocamento". Il titolo mi ha subito colpito e mi ha fatto ricordare che un'amica questa estate me lo aveva anche consigliato. In due click il libro mi è stato presto consegnato dal corriere a casa. Senza entrare troppo nel merito di ciò di cui parla, stamani approfitto del mio blog per sfogarmi con alcune riflessioni che ha prodotto dentro di me, perché a questo serve avere un blog. 

Leggendolo mi è sembrato che l'avessero scritto per me. Se Dio vuole in un momento in cui però tira una forte aria di cambiamento in tante sfere della mia vita (certo, per ora è solo aria).  Allo stesso tempo percepisco anche che qualcosa sta cambiando anche a livello collettivo. 

Siamo nell'Era dell'Acquario! Anche lo yoga sta uscendo dalla sua nicchia per diventare una realtà sempre più diffusa. La gente ne ha bisogno. Non prendiamoci in giro, il sistema in cui viviamo è al collasso. Io sono al collasso dopo solo 34 anni di vita in questo sistema...non oso immaginare chi è più vecchio di me, chi lavora molto di più, chi fa il pendolare, chi è precario, chi ha un mutuo da pagare (e qua potrei procedere all'infinito). 

Dobbiamo riappropriarci del contatto con quello che ci appartiene: noi stessi, la terra in cui viviamo. 40 ore dentro uffici asettici illuminati al neon per produrre solo scartoffie, (ormai neanche più quelle: produciamo file!), non possono essere il solo modo di portare il pane sulla tavola. Per non parlare di come ci siamo dimenticati che il lavoro in origine serviva a portare il pane in tavola, a garantirsi un tetto, ciò di cui coprirsi e qualche vizietto. 

Ormai siamo una massa di workaholic per avere una macchina più bella, per comprare il vino più buono, per avere il vestito di marca. Lavorare di più per avere più soldi da spendere. Ma lavorare meno e spendere meno no? Avere il tempo, il bene più prezioso che abbiamo e che stiamo buttando! Spesso poi lavoriamo di più per avere soldi per comprare cose che potremmo fare da soli. Pensiamo alla baby sitter, alla lavanderia, ai cibi precotti, insomma a tutto quello che ci rende così alienati.

Certo posso immaginare che non tutti sarebbero felici di potersi fare il pane in casa, ma quante madri e quanti padri ci sono che vorrebbero avere più tempo da passare con i propri figli? O che vorrebbero coltivare loro stessi i loro pomodori? Per non parlare di come ci avveleniamo a vicenda solo per guadagnare (pensate alla grande distribuzione) e di come stiamo prosciugando il pianeta (le guerre future saranno per il controllo dell'acqua?).

Mi interrompo bruscamente perché potrei andare avanti per ore ed ore e vi lascio così con questi spunti che  sembrano banali, ma non lo sono per niente. Siamo all'inizio del nuovo anno, momento di propositi e mi auguro che ognuno di voi faccia qualcosa in questa direzione. O almeno provi a ragionare su questo.

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