lunedì 22 aprile 2013

Primi passi nel lavoro di risveglio del 4° e del 5°chakra.


Durante questo week end ho fatto la “mentis” ad uno dei seminari del Teacher Training 1" di Yoga Kundalini che si sta svolgendo al Centro Ram Dass di Viterbo. La mentis è una sorta di assistente tuttofare che si occupa del cibo, delle richieste improvvise. In generale quindi assicura che il corso si possa svolgere nella massima serenità.  

Così in linea di massima ho la possibilità di partecipare alla maggior parte delle lezioni, a meno che una tisana non finisca, o ci sia da preparare il riso per pranzo, o qualche piccola emergenza da risolvere. Insomma cose più che piacevoli. teacgì

Una mentis è una figura silenziosa che accoglie richieste altrui solo se arrivano e che non dice la sua opinione sugli argomenti del corso, né fa domande all’insegnante di turno. Insomma se le viene un dubbio, o se vorrebbe un approfondimento, o un chiarimento si da una risposta da sola. (E nel mio caso credo di essermi risposta bene nella maggior parte dei casi).

È proprio questo l’aspetto su cui mi interessa di più soffermarmi. Essere al servizio e mettersi da parte non vuol dire non essere parte attiva in una data situazione. Direi forse che invece accade il contrario. Mettersi in una posizione di ascolto e di apertura può dare davvero tanto, sia a chi ci sta intorno che a noi stessi.

Non è passività, tutt'altro è la scoperta di un mondo a me quasi sconosciuto. È l’inizio di un cammino che conduce all’apertura del cuore. (E ne ho tanta di strada da fare al riguardo, ma da qualche parte dovevo pur cominciare, no?)

In questo momento della mia vita per una serie di circostanze mi sono resa conto che il lavoro che ho svolto sino ad oggi mi ha portato fino al 3° chakra, all’ego. E un po’ di ego ci vuole nella vita soprattutto nell'età in cui si devono prendere decisioni importanti e gettare solide basi per un passaggio all'età adulta senza ritrovarsi a vivere una vita che non sentiamo la nostra. E guardate che non è facile.  

Sin dal primo seminario ho sentito che questo per me era il momento per cominciare a lavorare sull’ascolto e sull’apertura. Ed è questo lavoro che faccio durante il mio mentis, che voglio portare nella mia vita di tutti i giorni.

Restare in silenzio permette di osservare in maniera diversa le cose che ci circondano. Permette di entrare a contatto con le persone che hai intorno in maniera più viscerale. Osservandole le capisci molto di più che interagendoci, perché alla fine tutti noi un po’ indossiamo delle maschere nella vita. Ma lo sguardo, la postura ed il modo di gesticolare non mentono mai.

Al terzo chakra ci sono arrivata grazie allo yoga con le sue posture e le meditazioni, ma anche con le mie esperienze di vita. Ora mi sento pronta al passaggio al 4° ed al 5° chakra, al cuore ed alla comunicazione consapevole. 

Una grande sfida, ma la vita è bella anche per questo. Non so se ci arriverò (e tra l'altro non è yogico avere obiettivi). Se ci arriverò non saprò mai se sarà stato per vita vissuta, o per la Kundalini risvegliata che sale lungo il canale della spina dorsale. E non lo saprò mai! 

Come per la maggior parte della cose che succedono nella vita, tutto questo rimane perlopiù un mistero per noi umani: accadono cose inspiegabili da certi punti di vista, ma tangibili e chiare da altri. La mente vorrebbe dare una spiegazione a tutto, ma poi basta un solo attimo di contatto con la tua anima e puoi avere un intuizione. E se non hai paura, e se la segui, può cambiare la tua vita.

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